Il mercato

Alba è la capitale indiscussa del tartufo bianco.
Con la sua Fiera, iniziata nel 1929, ha dato prestigio e risonanza mondiale a questo fungo e ha promosso l'immagine della zona e dei suoi pregiati prodotti.
Importanti mercati e sagre del tartufo si svolgono anche a Ceva, Dogliani, Vezza, Canale e Montà d'Alba.
Ovunque il mercato è legato a luoghi "storici" e centrali, quali la "Via Maestra" ad Alba o i portici di Canale.
Nel suo svolgersi è quanto di più misterioso si possa immaginare.
All'apertura i trifolau se ne stanno calmi, nascondendo il frutto della loro ricerca nelle capaci tasche delle tradizionali giacche di fustagno.
Parlano e discutono di cani e di piogge, di stagioni e di raccolte e aspettano che il mercato si muova, che i compratori si facciano impazienti.
Poi, lentamente, con circospezione, incominciano a tirar fuori piccoli pacchetti di tartufi avvolti in fazzoletti a quadrettoni: inizialmente i più piccoli, riservando i pezzi più pregiati ai pazienti intenditori.
Ed "il gesto è da venditore di gioielli più che da tartufaro". E mentre il profumo di tartufo si fa inebriante il trifulao, astutamente, conclude i suoi affari migliori.
Quindi, ad affare fatto, la fretta di tornare alla collina ad aspettare la notte, ansioso di rituffarsi in rittani o rocche per inseguire il sogno della vita: il tartufo mai visto.