In cucina

IL TARTUFO IN CUCINA
Il tartufo è l'indiscusso protagonista della cucina albese che è, per l'appunto, una cucina d'autunno.
Una cucina sobria, ma robusta, evocatrice di umori autunnali e di caminetti accesi.
Una cucina dai sapori forti e dai profumi intensi, accompagnati da nobili vini.
Dalla bagna caoda, che negli ingredienti riassume gli antichi e stretti rapporti tra l'albese e la Liguria, alla fonduta; dai tajarin ai piatti di selvaggina; dalle verdure ai formaggi; dai bolliti ai funghi: è un alternarsi di sapori unici.
E, su tutto, il tartufo: il profumo di una stagione.
La cucina albese lo serve crudo, a sottili lamelle affettato con il tagliatartufi: squisito sui cibi caldi e con sughi leggeri; ideale sulla fonduta, con tajarin e sui risotti alla piemontese; superbo sulla carne cruda all'albese e sull'insalata di funghi porcini o ovuli reali.
Anche se il buongustaio lo vuole assaporare su un semplice uovo al tegamino.
Piatti che introducono infinite discussioni sulle qualità del tartufo bianco  d'Alba, avventurandosi con gli intenditori a disquisire se sia migliore quello liscio, regolare delle sabbiose colline del Roero o quello bitorzoluto, nodoso delle compatte terre di Langa.
Poichè la gastronomia diventa cultura soltanto quando propone il richiamo alla storia, alla geografia, alla vita di un territorio.
Una cucina quindi che coinvolge e provoca i sensi, con quel retroterra di fantasie ammiccanti alle virtù afrodisiache del tartufo.
Virtù, su queste colline, date per certe.
Perchè i tartufi, queste "cite pugnà'd bej seugn" (piccole manciate di bei sogni), pur essendo mangiati crudi, sono fatti per riscaldare.