La selezione dei vini di Alba

L'Ordine dei Cavalieri, dopo aver seguito tutte le fasi preparatorie nell'allestimento dell'Enoteca, per dare maggior lustro all'enologia albese, pensò di scegliere, ogni anno, alcune partite di vini particolarmente esaltanti, che si ponessero sull'ultimo gradino della scala, quello più alto, che raggiungessero in una rigorosa ed anonima degustazione almeno i 90/100 di punto: nascevano così le Selezioni dei Grandi Vini d'Alba.

Il 1975 fu l'anno della prima Selezione dei Vini dell'Albese fra le cantine aderenti alle Strade del Vino.

I campioni di vino, provenienti da partite di almeno 1000 bottiglie, venivano degustati anonimamente da un'apposita commissione nominata frai i Maestri Assaggiatori dell'Ordine. Solo il prodotto migliore, che non si collocava al di sotto dei 90/100, aveva diritto alla Selezione e veniva quindi messo in vendita, vestito di una prestigiosa etichetta, presso le sale dell'Enoteca di Grinzane Cavour o direttamente presso il produttore.

Occorre ricordare che l'Ordine era stato il primo in Italia ad essere classificato dal Ministero dell'Agricoltura quale organismo ufficialmente riconosciuto secondo i dettami CEE 2133/74.

Nel 1975 soltanto un produttore superò l'esame dei 90/100 imposti dalla Selezione: si trattava di Francesco Rinaldi di Alba, premiato con un Barbaresco 1970.

L'anno successivo furono sei le ditte premiate con 12 etichette. Il 1981 fu un anno straordinario: su 41 vini proposti, ben 22 superarono la prova della Selezione raggiungendo l'eccellenza.

 

Dal 2015 la Selezione dell'Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba è riservata a tutte le cantine aderenti all'Enoteca Regionale di Grinzane Cavour.

Ciascuna cantina può presentare due vini di propria produzione che superano la Selezione se raggiungono un punteggio di almeno 90/100, secondo il metodo di valutazione dell'Union Internationale des Oenologues.

Il Capitolo dedicato alla Selezione, che si tiene nel mese di Settembre, rappresenta quindi un momento molto importante non soltanto per i produttori che decidono di partecipare e quindi accettare il giudizio insindacabile della commissione, ma per tutta l'enologia di Langa e Roero.