Il 331° Capitolo dei Tulipani: tradizione, convivialità e legami internazionali a Grinzane Cavour

Ci sono tradizioni che non si limitano a ripetere un rito, ma che ogni volta rinnovano un legame profondo tra culture diverse. Domenica 19 aprile, tra le mura del Castello di Grinzane Cavour, si è celebrato il 331° Capitolo dei Tulipani, un momento che, nel tempo, è diventato un appuntamento consolidato e riconoscibile, capace di unire dimensione istituzionale e spirito di condivisione. Protagonisti della giornata sono stati i Cavalieri della Delegazione dei Paesi Bassi, che hanno rinnovato la tradizione dell’omaggio dei tulipani bianchi e rossi, simbolo della città di Alba e segno concreto del legame tra i due territori.
Non è stato solo un omaggio floreale, è stata la conferma di come il linguaggio del vino e della terra sappia superare i confini geografici. Come sottolineato dal Gran Maestro Tomaso Zanoletti, i Cavalieri hanno oggi più che mai il compito di farsi ambasciatori delle colline delle Langhe, sito UNESCO e scrigno di eccellenze che il mondo intero ci invidia.
«Questo Capitolo è diventato una felice tradizione che ripetiamo ogni anno e che ci ricorda l’amicizia che lega tutte le nostre Delegazioni tra di loro e con noi e che si esprime attraverso i meravigliosi fiori che ogni anno la Delegazione omaggia al Castello di Grinzane Cavour» – ha dichiarato il Gran Maestro Tomaso Zanoletti – «A tutti i Cavalieri, italiani ed esteri, va il nostro più sincero ringraziamento, la nostra amicizia e il nostro orgoglio: sono autentici Ambasciatori nel mondo dei valori dell’Ordine, impegnati a promuovere il nostro territorio, le colline delle Langhe patrimonio UNESCO, il Castello di Grinzane Cavour e le eccellenze enogastronomiche che rendono unica questa terra».

La gastronomia, in questo contesto, non è solo piacere del palato, ma uno strumento di conoscenza reciproca. Il Maestro della Delegazione olandese, Wouter Butzelaar, ha ricordato come il convivio sia la forma più universale di legame umano: a tavola le ricette raccontano la storia delle generazioni e il ritmo delle stagioni, annullando le distanze linguistiche e culturali.

«Oggi celebriamo non solo una collaborazione tra la nostra Delegazione e le Langhe, ma soprattutto un’amicizia che va oltre i confini, le lingue e i paesaggi. La nostra amicizia con Alba è un ponte tra culture, tradizioni e persone. Quando altre Delegazioni del nostro Ordine condividono le loro tradizioni, tra i Cavalieri si crea qualcosa di veramente speciale: cresce il rispetto, cresce la curiosità e spesso cresce anche l’ispirazione. Uno dei modi più belli in cui le culture si incontrano è attraverso la gastronomia. A tavola, le differenze spesso svaniscono naturalmente: condividere un pasto è forse la forma più universale di legame umano. I piatti raccontano storie su una regione, sul ritmo delle stagioni e sulle generazioni che hanno conservato con cura le loro ricette e le loro tradizioni».

La giornata è stata anche un momento importante per la vita dell’Ordine: sono stati nominati cinque nuovi Cavalieri e il Comandante della Guardia di Finanza Andrea Alba ha ricevuto il titolo di Cavaliere Onorario.

Spazio anche a un riconoscimento particolarmente significativo per Bianca Vetrino figura che incarna anni di dedizione e passione, consegnato da Mark Lesk, Presidente della Fédération Internationale des Confréries Bachiques, per il suo lungo impegno a favore dell’Ordine e delle confraternite enogastronomiche.

«Ho avuto il piacere di consegnare questo importante riconoscimento a Bianca Vetrino per il suo grande impegno a servizio delle Confraternite Bacchiche, dell’Ordine di cui è stata Gran Maestro, ma anche e soprattutto a servizio della FICB, per la quale ha rappresentato l’Italia in qualità di Vice Presidente per molti anni. Abbiamo apprezzato la sua presenza costante, la disponibilità all’ascolto e i suoi importanti consigli, frutto di una grandissima esperienza alla guida di una delle Confraternite enogastronomiche più importanti del mondo».

La giornata si è conclusa con un momento conviviale nel cortile del Castello e con il pranzo curato dallo Chef Alessandro Mecca, espressione di una cucina capace di interpretare il territorio con sensibilità contemporanea, in continuità con la tradizione.

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Ph. Credits:

Maurizio Milanesio Photography