I Cavalieri si sono riuniti per il 330° Capitolo della Primavera in Langa: al Castello di Grinzane Cavour nominato Cavaliere Onorario il Questore della Provincia di Cuneo Rosanna Minucci
C’è un momento, nelle Langhe, in cui l’inverno smette davvero di avere voce. È quando le colline iniziano a respirare di nuovo e il Castello di Grinzane Cavour torna a riempirsi di persone, lingue diverse, strette di mano e calici alzati.
È qui che, domenica 22 marzo, si è svolto il 330° Capitolo della Primavera in Langa, primo appuntamento dell’anno dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini di Alba. Un momento che non è solo celebrazione, ma anche riflessione su ciò che questo territorio è stato — e su ciò che sta diventando.
La giornata si è aperta con uno sguardo al futuro del vigneto. Il professor Giorgio Gambino ha guidato i presenti in un viaggio tra ricerca e sostenibilità, affrontando un tema tanto attuale quanto delicato: l’evoluzione della viticoltura nelle Langhe e nel Roero.

Da una parte i vitigni PIWI, capaci di resistere alle malattie e ridurre l’impatto dei trattamenti; dall’altra, il rischio di perdere quell’identità che rende unici questi paesaggi e i loro vini.
Ma la vera sfida — è emerso chiaramente — sta nel trovare un equilibrio. E proprio qui si inserisce la ricerca sui cloni dei vitigni autoctoni: un lavoro silenzioso, ancora in fase sperimentale, che punta a mantenere intatto il carattere delle varietà storiche, rendendole allo stesso tempo più resilienti. Tradizione e innovazione, non come opposti, ma come alleati.
Nel cuore della cerimonia, il tempo ha poi lasciato spazio al rito. Il Gran Maestro Tomaso Zanoletti ha nominato undici nuovi Cavalieri, accogliendo nuove energie all’interno dell’Ordine, mentre lo sguardo si allargava sempre più oltre i confini italiani, fino alla futura Delegazione norvegese.
Particolarmente significativo il conferimento del Collare di Cavaliere Onorario a Rosanna Minucci, Questore della Provincia di Cuneo. Un riconoscimento che racconta il legame profondo tra istituzioni e territorio, tra chi lo tutela ogni giorno e chi lo promuove nel mondo.

Poi, come ogni Capitolo che si rispetti, è arrivato il momento della convivialità. Nelle sale del Castello, il pranzo firmato dallo chef Alessandro Mecca ha trasformato la tavola in un racconto parallelo, dove i piatti dialogavano con i vini della 50ª Selezione dei Grandi Vini dell’Albese. Un intreccio di sapori che è, a sua volta, memoria e visione.

Il 330° Capitolo non è stato solo un evento, ma un punto di partenza. Un modo per ribadire che le Langhe non sono un territorio immobile, cristallizzato nella sua bellezza, ma un organismo vivo, capace di interrogarsi e rinnovarsi.

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