332° Capitolo della Tradizione: cucina italiana Patrimonio UNESCO, memoria e futuro dell’enogastronomia italiana

Ci sono Capitoli che raccontano il presente dell’Ordine e altri che riescono a rappresentarne in modo ancora più profondo la visione culturale. Il 332° Capitolo della Tradizione, ospitato sabato 23 maggio presso il Castello di Grinzane Cavour, ha saputo unire entrambe queste dimensioni: il rispetto della memoria e lo sguardo verso il futuro della cucina italiana.

Ad aprire il Capitolo è stato il Gran Maestro Tomaso Zanoletti, che ha voluto ricordare con emozione Carlo Petrini, figura centrale nella valorizzazione culturale del cibo, del vino e del territorio. Un pensiero che ha dato il tono all’intera giornata, dedicata al valore identitario dell’enogastronomia italiana e alla sua capacità di creare cultura, dialogo e consapevolezza.

«Questo Capitolo nasce nel segno della tradizione, della cultura della tavola e della consapevolezza del valore umano e identitario dell’enogastronomia – ha detto il Gran Maestro Zanoletti -. Oggi ricordiamo con affetto Carlo Petrini, figura straordinaria che ha contribuito a far riconoscere nel mondo la cucina italiana come patrimonio culturale, insegnandoci quanto il cibo, il vino e il territorio siano strumenti di cultura e dialogo tra i popoli. Allo stesso tempo celebriamo il percorso di Michelangelo Mammoliti, che con il suo talento e il prestigioso riconoscimento delle Tre Stelle Michelin rappresenta l’evoluzione contemporanea di questa grande tradizione italiana».

Accanto alla memoria di Petrini, il Capitolo ha celebrato anche una delle espressioni più alte della cucina contemporanea italiana: le tre stelle Michelin conquistate dallo Chef Michelangelo Mammoliti. Intervistato dal giornalista de La Stampa Roberto Fiori, Mammoliti ha raccontato il proprio percorso umano e professionale, soffermandosi sul valore della materia prima, della stagionalità e del rapporto quotidiano con la terra.

«La cucina non può esistere senza il territorio. Ogni piatto nasce da una storia, da un paesaggio e da persone che custodiscono tradizioni straordinarie. Per me tutto parte dalla materia prima: dall’orto, dalla stagionalità, dal contatto quotidiano con la natura. Il nostro compito è valorizzare questa eredità con rispetto e sensibilità contemporanea».

La sua cucina nasce infatti da un contatto diretto con l’orto e con il territorio, in una ricerca continua che guarda alla contemporaneità senza perdere il legame con le radici. Una riflessione che ha trovato particolare sintonia con il contesto del Capitolo e con i valori promossi dall’Ordine.

Nel suo saluto, il Gran Maestro ha inoltre accolto i Cavalieri delle Delegazioni di New York e di San Paolo, sottolineando il carattere sempre più internazionale dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba. Proprio parlando della Delegazione di New York, Zanoletti ha ricordato il successo delle recenti masterclass dedicate ai grandi vini delle Langhe, organizzate insieme al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. Un progetto che ha portato per la prima volta i vini italiani alla Harvard Wine Society e successivamente alla New York Wine Society, attraverso incontri dedicati a Barolo e Barbaresco che hanno riscosso grande interesse tra studenti, professionisti e appassionati. Un’iniziativa che testimonia concretamente la capacità dell’Ordine di promuovere la cultura vitivinicola piemontese anche nei contesti internazionali più prestigiosi.

Il Capitolo è stato inoltre occasione per la nomina di cinque nuovi Cavalieri e per il conferimento del Collare di Cavaliere Onorario a Mauro Gola, Presidente della Fondazione CRC e imprenditore. Un riconoscimento voluto dall’Ordine per rendere omaggio a una figura che, nel tempo, ha dimostrato grande attenzione verso il territorio e le sue eccellenze culturali ed enogastronomiche.

La giornata si è conclusa nel segno della convivialità con l’aperitivo e la cena curati dallo Chef Alessandro Mecca, accompagnati dai vini della 50ª Selezione dell’Ordine. Un momento che ha rappresentato la naturale continuazione dello spirito del Capitolo: il piacere dell’incontro, del racconto e della condivisione attorno alla tavola.

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Ph. Credits:

Maurizio Milanesio Photography