A Pollenzo il 333° Capitolo del Solstizio d’Estate: memoria, cultura e amicizia internazionale nel segno di Carlo Petrini

Ci sono luoghi che custodiscono la memoria di un territorio e altri che ne raccontano il futuro. Pollenzo è entrambe le cose.

Per questo non poteva esserci cornice più significativa per il 333° Capitolo del Solstizio d’Estate dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba, celebrato presso l’Albergo dell’Agenzia, nel cuore di uno dei luoghi simbolo della cultura enogastronomica italiana.

Nel 59° anno dalla sua fondazione, l’Ordine si è ritrovato in una delle 16 Residenze Reali Sabaude Patrimonio Mondiale UNESCO per una giornata che ha saputo unire cultura, storia, amicizia internazionale e promozione del territorio. Un appuntamento reso ancora più significativo dal ricordo di Carlo Petrini, figura che ha lasciato un segno profondo nella cultura del cibo, del vino e del rapporto tra uomo e territorio.

Ad aprire il Capitolo è stato il Gran Maestro Tomaso Zanoletti, che ha voluto rendere omaggio al fondatore di Slow Food:

«Essere oggi a Pollenzo significa inevitabilmente rivolgere un pensiero a Carlo Petrini. La sua visione ha saputo trasformare il legame tra cibo, vino, territorio e cultura in un patrimonio condiviso e riconosciuto in tutto il mondo. A lui dobbiamo progetti che hanno contribuito a raccontare le Langhe ben oltre i confini del Piemonte e dell’Italia, formando nuove generazioni e promuovendo una cultura del cibo fondata sul rispetto, sulla conoscenza e sulla sostenibilità.»

A condividere questo momento di riflessione e convivialità erano presenti, accanto ai Cavalieri italiani, la Delegazione della Svizzera, i Maestri delle Delegazioni di Austria, Brasilia e Lituania e una rappresentanza di Cavalieri provenienti dal Brasile. Una partecipazione che ha confermato il ruolo dell’Ordine quale ambasciatore delle Langhe nel mondo, attraverso una rete internazionale che promuove il territorio, i suoi vini e le sue tradizioni enogastronomiche.

Non è stato un caso che il Capitolo si sia svolto proprio a Pollenzo. Qui, infatti, storia e innovazione si incontrano da quasi due secoli. Qui nacquero le intuizioni di Re Carlo Alberto che contribuirono allo sviluppo della moderna viticoltura piemontese e qui, grazie alla visione di Carlo Petrini, sono nati progetti che hanno cambiato il modo di raccontare il cibo e il vino.

A raccontare questo percorso è stato Federico Piemonte, Direttore della Banca del Vino, con l’intervento dedicato al “Sistema Pollenzo, dall’Agenzia alla Banca del Vino”.

«Pollenzo rappresenta un esempio unico al mondo. Da un’intuizione di Carlo Petrini sono nate realtà come l’Università di Scienze Gastronomiche e la Banca del Vino, due progetti che hanno saputo coniugare formazione, ricerca e tutela del patrimonio enologico. Conservare la memoria dei vini, raccontare i territori e formare professionisti consapevoli significa costruire il futuro della cultura gastronomica italiana.»

La riflessione è poi proseguita con Paolo Tibaldi, attore e scrittore, che ha presentato il volume Vite di Langa e Roero, scritto insieme a Carlo Petrini e nato da un’amicizia e da un progetto condiviso.

«Tre anni fa ho ricevuto una telefonata da Carlìn che mi propose di realizzare “Se a Langa è così…”, un incontro pensato per raccontare, soprattutto ai giovani, quali siano stati i momenti che hanno segnato un prima e un dopo nella storia del nostro territorio negli ultimi duecento anni e per spiegare che se oggi l’enogastronomia di Langhe e Roero è così centrale nelle nostre vite è perché c’è stato chi, prima di noi, ha conosciuto la fame. L’incontro registrò una partecipazione straordinaria, tanto da essere riproposto qui a Pollenzo in occasione del ventesimo anniversario dell’Università di Scienze Gastronomiche. Fu proprio in quell’occasione che Carlìn, sorprendendo tutti, me compreso, annunciò il progetto di scrivere insieme questo libro con il quale abbiamo voluto raccontare le persone prima ancora dei luoghi. Le Langhe e il Roero sono diventati ciò che sono oggi grazie alle donne e agli uomini che hanno saputo custodire una cultura, un paesaggio e una comunità. Raccontare queste storie significa impedire che vadano perdute nella nebbia del tempo.»

 

Come da tradizione, il Capitolo è stato anche un momento di crescita per l’Ordine. Nel corso della cerimonia sono stati infatti investiti quattro nuovi Cavalieri, tra cui le produttrici Caterina Burzi della Cantina Alberto Burzi e Francesca Valente della Cantina Francesco Rinaldi e Figli, espressione di una nuova generazione di donne del vino profondamente legate alla tradizione e al futuro del territorio.

 

 

La giornata si è conclusa con il tradizionale momento conviviale curato dallo Chef Daniel Zeilinga del Ristorante Garden dell’Albergo dell’Agenzia, accompagnato dai vini della 50ª Selezione dell’Ordine.

 

 

Un Capitolo che ha ricordato come il vino non sia soltanto un prodotto, ma il risultato di una storia, di una comunità e di una cultura che si tramanda nel tempo. Valori che l’Ordine continua a promuovere in Italia e all’estero, facendo delle Langhe un punto di riferimento internazionale per l’enogastronomia e l’accoglienza.

 

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Ph. Credits:

Maurizio Milanesio Photography